A ROMA IL 23 GIUGNO C’E’ UNA GRAN FESTA: E’ QUELLA DELL’HOCKEY ITALIANO

Il prossimo 23 giugno a Roma, nel Centro di Preparazione Olimpica “Giulio Onesti”, si festeggia una delle discipline più antiche al mondo, l’hockey su prato

a cura di Marcello Volpini

Una gran festa di sport, una gran festa di hockey; anzi...proprio la Gran Festa dell’Hockey Italiano.  Padrone di casa la Federazione Italiana Hockey, che per celebrare questo nobile sport ha deciso di istituire, a partire da quest’anno, la Gran Festa dell’Hockey Italiano: un momento di condivisione, tra appassionati e semplici curiosi, ma anche tra esponenti del mondo istituzionale, sportivo e della società civile. Con agonismo ai più alti livelli e opportunità di scambio. Un momento speciale, di apertura, per una disciplina che in Italia ha un numero di praticanti fedeli e che nel mondo è praticato in tutti i continenti e in oltre 120 stati. L’hockey su prato è uno sport che viene da lontano e le prime tracce di gioco con bastone e pallina risalgono addirittura al tempo dei persiani; quello moderno, invece, prende forma in Inghilterra, tra il 1863 ed il 1875, quando vede sorgere la relativa Federazione, nata insieme al calcio e al rugby. Sotto la spinta dell’imperialismo britannico si diffonde poi in tutto il mondo, in particolare proprio nelle Colonie di Sua Maestà. Non è quindi un caso se oggi è uno degli sport più popolari e praticati in India, Pakistan, Australia e Nuova Zelanda, nazioni che da sempre fanno parte, assieme ad Argentina, Germania, Olanda e Inghilterra, dell’elité dell’hockey mondiale.  Presente alle Olimpiadi sin dalla quarta edizione, quella di Londra del 1908, in Italia l’hockey prato è approdato negli Anni Trenta e, con il tempo, si è ritagliato il proprio spazio. Una sola partecipazione olimpica, quella di Roma 1960 con la maschile. Negli ultimi anni, però, qualcosa è cambiato e la nazionale italiana, con la propria selezione femminile, ha sfiorato la qualificazione nelle ultime tre edizioni dei Giochi: Pechino 2008, Londra 2012 e Rio 2016. Proprio le Azzurre saranno tra le protagoniste della Gran Festa del 23 giugno che, come accennato, ospiterà (in una sola giornata) l’hockey ai suoi più alti livelli. Tre le partite in programma (al via dal primo pomeriggio); si parte con la Supercoppa, una competizione del tutto nuova per l’Hockey Italiano, che la FIH ha voluto inaugurare proprio a partire da quest’anno. Contro, naturalmente, la squadra vincitrice dello scudetto e la squadra vincitrice della coppa Italia, una competizione che dopo alcuni anni di sospensione è tornata, questa stagione, nell’agenda agonistica federale. Prima si assegnerà la Supercoppa Femminile (inizio a partire dalle h. 14), poi la Supercoppa Maschile (h. 16). A seguire (h. 18) le Azzurre dell’Hockey Italiano affronteranno la Francia in un test amichevole. Non una gara qualsiasi, perché rientra nel percorso di preparazione che la Nazionale, allenata da Roberto Carta, sta conducendo in vista della partecipazione ai Mondiali di Londra del 21 luglio-5 agosto 2018. Un appuntamento speciale per l’hockey italiano, che sarà tra le sedici squadre della Vitality Hockey World Cup 2018 per la prima, storica, volta da che questa competizione è organizzata su base quadriennale; l’Italia femminile vanta infatti una sola partecipazione, lontana 42 anni (Berlino ’76), quando la manifestazione si giocava su base biennale. Campo e hockey ai massimi livelli, quindi, condito dalla presenza sugli spalti dei duecento Under 18 (tra ragazzi e ragazze) che a partire dal 21 giugno (e fino al 24) saranno a Roma per l’Accademia Nazionale di Hockey, il progetto nato con l’intento di valorizzare il talento italiano e che proprio nella capitale, nell’arco di quei giorni, vivrà il proprio appuntamento conclusivo tra partite, allenamenti e premiazioni che vedranno il coinvolgimento del meglio del meglio dell’hockey giovanile di casa nostra. A conclusione delle tre partite gli ospiti si sposteranno dal campo all’area ospitalità allestita sempre all’interno del CPO “Giulio Onesti” (grazie alla disponibilità del CONI) e qui tra musica e convivialità, la serata trascorrerà tra ex campioni di hockey e del mondo dello sport in generale, i rappresentanti apicali delle istituzioni sportive italiane, esponenti della cultura, delle istituzioni, i sindaci delle città dove l’hockey è una realtà viva e centrale, ma anche i massimi dirigenti di hockey internazionale, come i numerosi presidenti di federazioni estere che hanno già dato conferma della propria partecipazione. Una serata speciale, che concluderà una giornata speciale: una Gran festa per l’Hockey e per lo Sport italiano.
Abbiamo incontrato Sergio Mignardi, Presidente della FIH – Federazione Italiana Hockey, ecco cosa ha raccontato al nostro magazine.

  1 - Presidente, come nasce la Gran Festa dell’Hockey Italiano? 
“Perché il nostro è uno sport bellissimo, che ha solo bisogno di essere conosciuto, a tutti i livelli: istituzionale, sportivo e sociale. La festa è impostata per creare un momento fortemente identitario e abbiamo scelto di farla a Roma, perché è la capitale, perché qui c’è la casa e la sede della Federazione, perché il Centro di Preparazione Olimpica è una eccellenza italiana, perché abbiamo avuto l’importante appoggio del CONI e perché abbiamo incontrato la squisita disponibilità del Comune di Roma, soprattutto quella dell’Assessore Daniele Frongia”.

2 - Quali sono gli obiettivi della FIH per questo Quadriennio?
“Abbiamo tre macro obiettivi. Il primo è agonistico: vogliamo potenziare la struttura dei campionati e creare condizioni di merito sportivo e di spettacolarità. Il secondo è internazionale: vogliamo far crescere le nazionali maschili e femminili, soprattutto quelle giovanili, e puntiamo fortemente alla qualificazione olimpica, con le nostre azzurre. Infine la grande attività di riorganizzazione e l’avvio di attività di formazione: per inserire nuovi giovani e nuove figure che ci aiuteranno in quello che più abbiamo a cuore, veder crescere e sviluppare l’hockey italiano”.

3 – Perché un giovane dovrebbe appassionarsi all’hockey? 
“Perché l’uso di un bastone in modo consapevole induce comportamenti etici per cui il valore educativo è assicurato. Poi è uno sport di squadra, peraltro tipico degli ambienti educativi universitari, quindi insegna le relazioni, l’abilità e fa prevalere l’attività cognitivo su quella fisiologica. Tutto in un clima di gioia e divertimento, a vantaggio dei giovani e delle loro famiglie, che vedono i ragazzi crescere in un contesto adeguato”

4 - Quali in Italia i posti per praticarlo? 
“Oltre naturalmente a Roma e Cagliari dove l’hockey è molto praticato, sono presenti impianti su tutto il territorio nazionale, da nord a sud, in città e in piccoli centri: ricordo Bra, Genova, Torino, Padova, Pisa, Reggio Emilia, Verona, Cernusco, Messina, Bologna, Catania, Avezzano, Bondeno, Villafranca di Verona, Castello d’Agogna, Uras, Torre Santa Susanna, Villar Perosa, Pistoia, Moncalvo, Mori, Novara, Monfalcone, Mogliano, Rovigo, Trieste, Brescia, Campagnano, San Vito e altri ancora. Sul nostro sito federale, Errore. Riferimento a collegamento ipertestuale non valido., c’è una sezione apposita per cercare l’impianto più vicino, che invito tutti a consultare”.