AIR PADEL A BADALONA

Emozioni forti e grande spettacolo a Badalona per il primo torneo della stagione. Vincono Sanyo Gutierrez e Maxi Sanchez su Lebron e Belluati che in semifinale avevano eliminato Bela-Lima.

di Federico Scoppio

Non lasciate che mi dimentichino, pare urlare Bela quando esce dal campo, piegato dalla furia di due giovani, incontenibili mattatori: Juan Cruz Belluati e Juan Lebrón. È un flash doloroso e amaro per i tanti appassionati, vedere il proprio idolo non arrivare in fondo nella tanto attesa competizione. L'immagine arriva dal primo master del World Padel Tour di quest'anno, si è giocato a Badalona dal 17 al 25 marzo. Una febbre che ha contagiato le migliori coppie al mondo: 100 quelle maschili coinvolte e 56 le femminili, lì dove la Catalogna custodisce gelosamente gli antichi splendori, in riva al mare. Ha diverse anime questa prima tappa. Più di un milione e mezzo i click ricevuti per seguire la diretta degli incontri sul canale ufficiale you tube WPT. Un record assoluto. Incollati al computer c'erano spagnoli e argentini – e fin qui tutto normale – ma anche italiani, svedesi, francesi e brasiliani che tifavano atleti, parte dei quali sono ancora perfetti sconosciuti ma potenzialmente veri e propri idoli. Icone di una disciplina destinata ben presto a non essere la più bastarda tra gli sport emergenti.
Vincitori e vinti a Badalona: Sanyo Gutiérrez e Maxi Sánchez tornano a casa felici, una nuova coppia che funziona perché plasmata sulle caratteristiche esplosive di due atleti granitici, due spietati cecchini; singhiozzano ancora come neonati Bela e Lima, ha pianto l'attesa coppia (in realtà piuttosto anomala anche solo anagraficamente) composta da Paquito Navarro e l'extraterrestre Juan Martín Díaz; si è disperato non poco Miguel Lamperti, non pervenuto “el godo” Díaz. Tutti forti, prendi Navarro e Martín Díaz: scenografici, forse anche troppo rispetto a un ambiente in cui nascono coppie nuove, concrete, affiatate, impenetrabili, immortali. Una su tutte? Juan Cruz Belluati e Juan Lebrón, il duo delle meraviglie che ha chiuso la porta in faccia a Bela e Lima in semifinale. Rispettivamente 25 e 23 anni, i due atleti incarnano il nuovo che avanza, a discapito dei numeri 1 del WPT Fernando Belasteguìn e Pablo Lima. Per chi avesse tempo da dedicare al ripasso la loro partita da rivedere è il quarto di finale a bpm altissimi contro Jardim e Augustìn Tapia, la giovanissima promessa argentina che scriverà presto pagine importanti del nuovo corso del padel mondiale. A ferro e fuoco hanno messo lo stadio, sul finale il pubblico era tutto in piedi a seguire, colpo su colpo, le meraviglie dei quattro. Se ci fosse da premiare il migliore in assoluto della competizione, non ci sarebbero dubbi. Il nome da mandare a memoria per il futuro è Ale Galán. Ha 21 anni, 1 e 86 cm di altezza, in campo è uno spettacolo puro, quasi una performance la sua: alterna movimenti lenti a frenetiche convulsioni, sembra un ballerino butoh quando avanza a rete, salta come un canguro quando smasha forte, corre come una gazzella ed è persino leggero come una piuma quando recupera l'impossibile. Galán mostra l'urgenza di gridare per sfogarsi quando gioca, non molla una palla in difesa, anche se stare a rete è la posizione che preferisce in campo, soprattutto quando colpisce con la volé di rovescio. Per le vie di Madrid, dove è nato e cresciuto, lo chiamavano il piccolo capo, uno che non si arrende mai. Si allena 4 ore al giorno, due volte a settimana aggiunge alla seduta tecnica e atletica un match con sparring partner molto selezionati, in campo non riesce mai a star fermo, si annoia subito. Prima di presentarsi a una competizione ufficiale col nuovo compagno Mati Díaz, faceva coppia con Juan Cruz Belluati. Il suo idolo è Martín Díaz, però ha venti anni di meno. Non sarà mica il momento di un ricambio generazionale? Le prossime tappe sono alle porte, sarà interessante capire se l'esuberanza dei giovani riuscirà di nuovo ad avere la meglio sull'esperienza degli altri. Bela promette di allenarsi di più e meglio, chissà se la sua grinta basterà a fermare la corsa delle stagioni che passano veloci anche per lui.
Le tinte rosa di questo primo master del WPT hanno dipinto a Badalona una bella sorpresa. Lucia Sainz e Gemma Triay hanno fatto tremare tutte. In semifinale hanno sfidato senza nessuna sudditanza le gemelle atomiche Alayeto, e giù botte. In finale hanno interrotto il sogno di Marta Marrero e Alejandra Salazar che, tornata in campo dopo quasi 8 mesi di fisioterapia al ginocchio e qualche demone da scacciare, ha lasciato la scena alle due. Entrambe rapidi a pensare, veloci a eseguire, pronte a reagire.