DIMENSIONE ANIENE

Hanno vinto gli ultimi 4 titoli della Serie A e non per caso. Un profondo lavoro di squadra a 360 gradi e 365 giorni l’anno. Dietro i successi dell’Aniene c’è pianificazione, organizzazione, professionalità ma non per ultimi attaccamento ai colori e passione. Verrebbe da dire che questo gruppo è una grande famiglia.


Abbiamo cercato di entrare nei segreti del prestigioso circolo romano incontrando alcuni personaggi chiave della squadra. Alessandro Di Bella è il dirigente che gestisce i rapporti con la presidenza con cui definisce i progetti e gli obiettivi. Di Bella è un giocatore di seconda categoria che conosce benissimo pregi e difetti del Padel Italiano. E’ sposato con una giocatrice ora splendida mamma. Nella vita Alessandro è un imprenditore che riesce a dividersi tra lavoro, famiglia e la sua grande passione. Gestire le squadre agonistiche come una squadra di calcio inglese. L’intervista inizia subito con una frase forte ad effetto che fa capire cosa significa orgoglio di appartenere al circolo ma che qualcuno potrebbe interpretare come una sfida al mondo.

“Noi siamo l’Aniene. Questo nome ci piace e ci rappresenta. Il circolo è impegnato in 19 discipline diverse e noi del Padel vogliamo continuare a essere considerati dai soci per i risultati ottenuti. La concorrenza è spietata, pensate soltanto al nuoto e alla tradizione dell’Aniene negli altri sport olimpici. Io sono molto motivato e così lo sono i nostri tecnici e atleti. L’Aniene è un circolo maschile ma noi del Padel abbiamo pianificato un lavoro molto impegnativo sulla squadra femminile.”

Come è strutturata la squadra?

“Roberto Agnini è il responsabile del settore tecnico, Saverio Palmieri è il coach in campo, Enrico Giorgi il preparatore atletico. Le ragazze sono quattro: Carolina Orsi, Valentina Tommasi, Martina Lombardi e la giovanissima Martina Pugliesi che ha già esordito in serie A ed ha fatto esperienza vicino anche a Marta Marrero, la numero 1 al mondo. Poi abbiamo la Scuola Padel con diversi gruppi. Una trentina di ragazzi allenati da Rinaldo Rossi e il Padel in carrozzina. Stiamo allargando gli investimenti.”

Mi dedico al Padel per passione e per l’amore che ho per il mio circolo. Mi diverto ancora a giocare e non vedo l’ora di vedere mia figlia in campo. Sono convinto che il primo giocatore italiano del futuro, quello che giocherà alla pari con gli spagnoli e argentini sia appena nato. Bisogna solo scoprirlo. -ROBERTO AGNINI direttore tecnico

VALENTINA TOMMASI

“È un anno che sono all’Aniene, posso dire che è una grande famiglia. Una bella organizzazione, tutti gentili e carini. L’atmosfera è molto piacevole. C’è una grande organizzazione, insieme a Martina Lombardi e Carolina Orsi faccio parte di un gruppetto “supercoccolato” dai maestri e da Alessandro Di Bella sempre presente e disponibile. Allenarsi in questa squadra è uno stimolo. Prima di arrivare all’Aniene mi allenavo quando potevo senza avere un impegno particolare ma qui invece sei portata a fare sempre meglio e a rispettare la programmazione. Ho la fortuna di allenarmi con Carolina che è anche la mia compagna di gioco, un privilegio rispetto a tante altre giocatrici. Poi due volte a settimana veniamo seguite anche nella preparazione atletica, attualmente stiamo cercando di capire se è meglio fare prima atletica e poi campo o viceversa.”

E’ faticoso?

“Si, ma anche bellissimo. Mi sento migliorata tecnicamente nella bandeca, un colpo che non facevo benissimo perché non esiste nel tennis, e nell’uscita di parete che ritengo sia il colpo migliore. Con Carolina abbiamo fatto un percorso tecnico torneo dopo torneo, migliorando sempre i risultati. Ci vuole tempo, bisogna acquisire sicurezza. A Bologna abbiamo vinto lo Slam, vincere un torneo è qualcosa di indescrivibile ma dobbiamo lavorare ancora tanto”.

Come e perché hai iniziato?

“Al circolo Le Molette dove lavorava mia madre come maestra di tennis. E’ stata lei a convincermi a provare una clinic di Padel e da quel momento sono rimasta coinvolta”

Vi allenate soprattutto con Saverio.

“si anche con Roberto ma Saverio è il coach di campo. Per noi è un punto di riferimento con lui studiamo tutte le situazioni di gioco. Un lavoro che non avevo mai fatto. Con Roberto curiamo i dettagli e i colpi. Io sono molto legata a loro.”

CAROLINA ORSI

“Gioco ancora a calcio a cinque ma ho diminuito molto per scelta mia. Fino agli Europei giocherò solo a Padel. Ci sono alcuni movimenti che sono comuni con il calcio a 5, tipo spostamenti laterali e l’allenamento tipo fartleck. Gli scambi per esempio hanno la stessa durata di un’azione di calcetto. Io da mancina sono obbligata a stare a destra, ma i ruoli per esigenze e sviluppo del gioco sono intercambiabili. Lo Smash è il colpo preferito, mi aiuta il fisico. Mi piace tirarlo forte, a volte mi riesce anche il x3 ma ogni tanto stecco la palla e la mano fuori direttamente. Con Saverio ho ottimo rapporto. Lo rispettiamo come giocatore e come maestro, ci aiuta moltissimo a livello tattico e mentale insieme a Roberto con il quale facciamo un lavoro diverso sulla tecnica. Ci alleniamo contemporaneamente su due campi e giriamo.”

Come ti senti a far parte di questo squadrone?

“E’ un onore. Ti fanno sentire importante, ti fanno sentire atleta. Devi pensare solo a lavorare. Mi piace quando siamo in gruppo e quando ci prendiamo in giro tra noi, insomma quando facciamo squadra. Ridiamo e scherziamo ma negli allenamenti siamo molto serie.”

Papà Nando cosa dice?

“E’ contento, mi segue, gli piace. Quando faccio qualche torneo gli faccio sentire indirettamente l’adrenalina di quando giocava a calcio e quando mi dice queste cose io mi sento ancora meglio e vicino.”